domenica 13 maggio 2012

Una scrittura femminile azzurro pallido


Leonida si girò di scatto. Amelie disse allora: "Quand'è che ti decidi a guardare la posta?".
"Che noia mortale" mormorò lui, guardando attonito la pila di lettere su cui la sua mano continuava a posarsi, esitante e riottosa. Poi sfogliò le lettere come fanno i giocatori con un mazzo di carte e le guardò con l'esperienza consumata del funzionario a cui basta una mezza occhiata per capire che cosa c'è di importante nella "corrispondenza in arrivo". Erano undici le lettere, di cui dieci scritte a macchina. Tanto più eloquente spiccava in quella serie amorfa l'undicesima lettera scritta a mano con inchiostro azzurro pallido. Una scrittura femminile, i caratteri grandi, un poco ripidi e severi.
...
Come tutti gli altri funzionari dello Stato di grado elevato, il capodivisione non teneva i signori ministri in particolare considerazione. Questi ultimi cambiavano di continuo, infatti, in base ai giochi di forza politici, mentre lui no, lui e i suoi colleghi restavano al loro posto. I ministri, portati alle stelle dai partiti per poi essere spazzati via da questi stessi partiti, somigliavano perlopiù a poveri naufraghi aggrappati disperatamente alle zattere del potere. Non avevano né la giusta visione per comprendere i labirintici iter del lavoro ministeriale né la giusta sensibilità per le sacre regole della burocrazie fine a se stessa. Nella stragrande magigoranza dei casi, erano uomini rozzi e mediocri che non sapevano far altro che sforzare la loro voce sguaiata per parlare in riunioni di piazza o bussare con fastidiosa insistenza alle porte di servizio degli uffici ministeriali per raccomandare i loro compagni di partito o le loro famiglie.

lunedì 7 maggio 2012

Datti all'ippica

Sentita questa mattina su RMC:

L'autore dell'espressione è Achille Starace, gerarca fascista. Nel 1931 Starace, dovendo rappresentare il Partito Fascista presso un convegno di medicina, vi arrivò con un'ora di ritardo. Di fronte all'irritazione dei medici, Starace si giustificò affermando che non avrebbe potuto rinunciare alla sua cavalcata quotidiana, esortando gli ascoltatori a uno stile di vita meno intellettuale e più fascista con le parole: Fate ginnastica e non medicina. Abbandonate i libri e datevi all'ippica. L'espressione divenne proverbiale.

Un luogo incerto





Adamsberg parcheggiò l'auto di fronte al mae, quando la strada cominciò a diventare sabbiosa. I suoi orologi e l'altezza del sole indicavano più o meno le sette e mezzo. Spiaggia liscia, distesa deserta, con gruppi di uccelli bianchi e silenziosi.
Scese senza far rumore. Il mare calmo e l'azzurro intatto del cielo gli sembravano molto provocatori, poco in sintonia anche con il suo stato d'animo nei confronti di Zerk: agitazione, stordimento, che spuntavano come sciocchi fili d'erba su un mucchio di macerie. Sarebbe stata più adatta una selvaggia tempesta sull'oceano e poi, quella mattina, un cielo coperto, dove non si distingue la linea dell'orizzonte. Ma la natura decide da sé, e se imponeva quell'immobile perfezione, lui era pronto a interiorizzarla per un'ora.

- Plog, - disse.

sabato 5 maggio 2012

Revival

Impressionante...
Girare per la rete e ritrovare uno con cui chattavo sul mitico Icq più di venti anni fa.

gosh!

mercoledì 2 maggio 2012

Passami il sale



Se prima pensavo di non capire la politica, adesso ne so anche meno e quello che so è quello che c'è veramente.
Tanta tenerezza per Clara Sereni quando parla come mamma. Mi ricorda molto una mamma di un mio compagno delle elementari che credo avesse lo stesso problema psicologico.
Mi piacerebbe leggere il suo 'Casalinghitudine'.

lunedì 30 aprile 2012

A.D.


Tutti hanno un'Amica Depressa ed eternamente insoddisfatta.
A volte è personale e non cedibile. Altre volte, per fortuna, è condivisibile.
Di regola la A.D. si lamenta di una vita che non le piace, di un amore finito male (o mai cominciato se non addirittura a senso unico), della salute che non c'è e di chi più ne ha più ne metta.
La mia personale A.D. la condivido volentieri anche se chi venisse coinvolto non credo ne sarebbe molto contento.
E' la classica persona che, alla domanda 'Come va?' risponde perentoriamente e certamente con una serie di spiegazioni del perché la sua vita non va bene.
Ad un tuo 'ma sparati un colpo' pensato sottovoce potrebbe venirti a mente che la A.D. ha avuto in famiglia qualche caso di morto auto ammazzato o quasi e indi taci per mai più profferire verbo.
La giornata con una A.D. può anche passare piacevolmente, fino a quando la A.D. non si ricorda del perché è una A.D. e a quel punto decidi che è ora di andartene a casa o di cercare al più presto un diversivo. Un po' come con un bambino capriccioso.
Spesso la A.D. non sa di essere una lagna completa e profferisce frasi come: 'meno male che io trovo sempre il bello nelle cose' al che non sai se scoppiare a ridere o a piangere.
Se per caso ti capita di lamentarti di un dolorino o di una situazione non proprio felice della tua vita la A.D. interviene con un 'ah sai come ti capisco, figurati che io... (riempire a piacimento con vostre lamentele).
Pur di non sentire per un po' una A.D. saresti disposta a inventarti trasferte in Siberia o nel Burgundi, salvo poi sentirti una traditrice per averla abbandonata al suo triste destino perché, in fondo, è una tua Amica e a volte anche tu sei stata una A.D. e l'unica che ti ascoltava era lei.

in fondo siamo tutte un po' A.D.