sabato 30 giugno 2012

Pubblico e Privato

Sabato sera ozioso in quel di Restegassi. Alla tv niente di interessante a parte gli 'Scherzi' di Amendola e Chiabotto. E' la volta di Irene Pivetti. Uno scherzo un po' pesante, specialmente nel finale tanto che la 'povera' vittima si mette a piangere. Lo scherzo, in poche parole, è far credere alla Pivetti che la Chiesa per stare al passo dei tempi ha fatto alcune modifiche e modernizzato alcui riti. Si capisce fin da subito che è uno scherzo ma poi si finisce sul pesante fino a mostrare foto della Pivetti nelle sue varei fasi, da politica a trasgressiva.
Ok, lo scherzo è pesante. Ok hanno esagerato.
Ma l'atteggiamento della 'vittima' mi ha fatto un po' sbarellare. Ma, insomma. Ti mostri così cattolica, così fedele, sottomessa (tanto che ad un certo punto si è messa a pregare e aveva atteggiamenti del tipo "scusa Signore ma non sanno quello che fanno etc."). Però le foto mostravano quello che, nella sua vita, aveva fatto prima di quel momento.
Come per dire: "quello che faccio nella mia vita pubblica è una cosa, quello che faccio in quella privata un'altra". Lontana da Dio una cosa, vicina a Dio un'altra.

Eh no, cara mia.
Per me la cosafunziona in modo diverso.
Lontana o vicina a Dio io sono quello che sono. Pubblico, privato e tutto quello che c'è di mezzo.


venerdì 29 giugno 2012

Tifo silenzioso

Italia-Germania 2-1
Ieri sera ero solo io a fare il tifo. Neanche tanto poi silenzioso ma circoscritto a casa nostra con ilMartirio che passava davanti alla tv sbraitando "Io gli butto una bomba in quello stadio" o imponendo di abbassare il volume della tv perché voleva dormire.
Per fortuna Stefo ha preso più da me come carattere. Un po' di tifo, al tavolino a disegnare e il viso sorridente quando gli ho detto che avevamo vinto.

Tutt'altra cosa con Faccialibro e Watsup

Io: "Non ci siamo...guarda l'allenatore tedesco com'è tranquillo..."
M: "Forse è andato a Concorezzo e si è stancato"
due minuti dopo
Io: "Goooooooooooooal!"
M: "Goal! E che cacchio, almeno stavolta!"
Io: ":D Grande Buffon!... Rigooooooooooooooal! Così imparano ad andare all'Aquaworld! Li facciamo neri!"
M: "Per una volta ci possiamo riposare un po' senza soffrire dall'inizio alla fine!"
Io: "Aspetta va... che persino l'allenatore tedesco si è alzato in piedi. Oh oh qua attaccano. Si sono incazzati di brutto!"
M: "Ma che ce ne frega mo' gli facciamo il terzo"
Io: "Aiutoooo. Peloooo! Ma quanto è mitico Buffon!? Ma quanto mancaaaa?"
M: "Ma che ne so, ormai ho perso il controllo!"
Io: "I tedeschi sono bolliti! Poveri, mi viene quasi voglia di tifare un po' per loro. Dai, uno possiamo lasciarglielo fare..."
M: "Non lo dire nemmeno, al massimo al 92°. Comunque un'Italia così non si è mai vista!"
Io: "Vero. Mai vista l'Italia che cerca così il terzo goal.... DiNatale fuoriiii! Azz 4 minuti... Rigore. Cazzo"
M: "Rigore. Non ci posso credere"
Io: "Ma dai! Ma stiamo scherzando? L'hai visto il portiere dei tedeschi?"
M: "No comment"
Io: "GRANDIIII! ABBIAMO VINTO!"
M: "E vaffanculo a tutti!"
Io: "Notare il silenzio di Trezzano. No comment"
M: "Domani bambini con la maglietta! Ma stì Trezzanesi sono delle merdacce!"

Finita la partita silenzio di tomba. Non un clacson, non una trombetta. Neanche un urletto.
In tempo di austerity non si festeggia neanche più.

Voglio vedere domenica se vinciamo...

sabato 23 giugno 2012

Stream of consciousness

Inizio estate fuori città seguendo le partite di Euro 2012 sorseggiando crema di Limoncello laFrancia gioca come l'Italia nbjnòjòsègmèwutmvwè9r+'39r+rjjjjjuuuuuurrncbg bgggroyyo.14d.12rke<<ò (piccolo incidente domestico, figlio che scrive) e chi non segue va a caccia di lucciole discorsi tra vicini su vicini parenti che non si parlano il pupo mattacchione che ha ritrovato Crichetto grigliata lungofiume sonno sole nuvole piscina di nonna aquaworld

e siamo solo a una settimana dalla fine della scuola materna

sarà una lunga estate

calda, si spera

mercoledì 20 giugno 2012

via Katalin




"Diventare vecchi è un processo diverso da come lo rappresentano gli scrittori, e somiglia poco anche alle descrizioni della scienza medica.
Nessuna opera letteraria, né tantomeno un medico, avevano preparato gli abitanti di via Katalin al particolare nitore che l'invecchiare avrebbe portato nella buia galleria percorsa quasi inconsapevolmente nei primi decenni delle loro vite, né all'ordine che avrebbe messo tra i loro ricordi e le loro paure, o al modo in cui avrebbe modificato i loro giudizi e la loro scala di valori. Avevano capito di dover mettere in conto alcuni cambiamenti biologici, perché il corpo aveva cominciato un lavoro di demolizione che avrebbe concluso con la stessa precisione e lo stesso impegno con cui si era preparato la strada da compiere fin dall'istante del loro concepimento; avevano anche accettato il fatto che il loro aspetto sarebbe cambiato, i sensi si sarebbero indeboliti, i gusti ed eventualmente anche le abitudini o i bisogni si sarebbero adeguati alle variazioni del fisico, rendendoli più voraci o più frugali, più timorosi o forse più suscettibili; e sapevano persino che la regolarità di funzioni come il sonno o la digestione, che quando erano giovani sembravano scontate quanto l'esistere stesso, sarebbero diventate problematiche. Nessuno aveva spiegato loro che la fine della giovinezza è terribile non tanto perché sottrae qualcosa, quanto piuttosto perché lo apporta. E quel qualcosa non è saggezza, né serenità, né lucidità, né pace. E' la consapevolezzz che il Tutto si è dissolto.
All'improvviso si accorsero che l'invecchiare aveva disgregato quel passato che negli anni dell'infanzia e della giovinezza consideravano così compatto e solido: il Tutto era caduto a pezzi e, anche se non  mancava nulla, perché quei frammenti contenevno ogni cosa successa fino a quel giorno, niente era più come prima. Lo spazio era diviso in luoghi, il tempo in momenti, gli eventi in episodi, e gli abitanti di via Katalin avevano infine capito che nelle loro vite soltanto un paio di luoghi, un paio di momenti e alcuni episodi contavano davvero. Tutto il resto era stato un semplice riempitivo nelle loro fragili esistenze, come i trucioli che si versano nelle casse prima di un lungo viaggio per impedire al contenuto di rompersi.
Ormai sapevano che la differenza tra i morti e i vivi è solo qualitativa, non conta granché, e sapevano anche che a ciascuno tocca un solo essere umano da invocare nell'istante della morte."

"Esistono modi di parlare in cui le parole sono formate da vocali e consonanti solo per convenzione, sono talmente pregne di emozioni che non hanno bisogno di essere sensate."


giovedì 14 giugno 2012

Differenze




Diversità.
Ci insegnano che quando nasciamo siamo tutti uguali.
Le mamme, parlando dei loro figli e di quelli degli altri, constatano che "sono davvero tutti uguali". Che fanno tutti le stesse cose, gli stessi capricci, passano tutti le stesse fasi anche se in tempi differenti.
Che in fondo al mondo siamo tutti uguali. Povero, ricco, grande, nero, bianco o giallo che sia.

Invece
Ogni bambino è diverso dall'altro nel suo modo di vedere le cose. Nel suo carattere, chi solitario chi compagnone. Chi mangia la verdura e chi no. Chi è più coraggioso chi invece più cauto.
Così per gli adulti. Chi fuma e chi no. Chi ama una donna chi un uomo o chi tutti e due. Chi è astemio e chi beve dalla mattina alla sera. Chi è vecchio e saggio e chi giovane e incosciente. Chi è magro e chi è grasso.

Le differenze ci sono. E meno male.




lunedì 11 giugno 2012

  



"Solo in età adulta avrei imparato a non scappare dalle bare ancora aperte. E avrei scoperto che i morti rimpiccioliscono. Quasi che l'abito d'ossa si restringa di un paio di misure, dopo che lo spirito ha smesso di alitargli la vita.
I morti rimpiccioliscono e i sopravvissuti incattiviscono, come innamorati respinti. Sono offesi con il mondo che non soffre quanto loro."


"No essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più. Nelle infatuazioni a senso unico l'oggetto del nostro amore si limita a negarci il suo. Ci toglie qualcosa che ci aveva dato soltanto nella nostra immaginazione. Ma quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrompe brutalmente il flusso di energia condivisa. Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d'indefinito."

"Gli affetti dell'infanzia si imprimono nel cuore come tatuaggi indelebili. Quando sembrano morti sono solo svenuti. E possono riprendere a vivere senza bisogno di troppe spiegazioni."

"Succede a noi che  ospitiamo Belfagor nello stomaco. Pur di non fare i conti con la realtà preferiamo convivere con la finzione, spacciando  per autentiche le ricostruzioni ritoccate o distorte su cui basiamo la nostra visione del mondo.
Molte frasi attribuite ai personaggi storici sono state inventate dai loro biografi. Eppure le citiamo con convinzione. Per rassicuraci dei nostri pregiudizi, leggiamo e ascoltiamo solo chi già la pensa come noi. E ci lasciamo cullare la mente da storie fasulle e versioni tranquillizanti, interpretando la realtà in forma mitica e i miti in forma letterale.
L'intuizione ci rivela di continuo chi siamo. Ma restiamo insensibili alla voce degli dei, coprendola con il ticchettio dei pensieri e il frastuono delle emozioni. Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Completamente vivi."








giovedì 7 giugno 2012

Bambino marrone

La classe di Stefano è multicolore.
Ci sono bimbi visi pallidi e visi scuri. Di più nazionalità e varietà.

Ieri pomeriggio all'uscita di scuola:
M. (bimbo di origini asiatiche sul colorato pallido): "Hey signora quel bimbo ha detto qualcosa".
Io: "Quale bimbo?"
M. : "Il bambino marrone"

domenica 3 giugno 2012

Ricordi di sensi

Tatto:

La pelle di mio figlio quando mi dice: "mi fai i grattini qui?". Potrei passare delle ore ad accarezzargli e massaggiarli i piedi soffici e lisci con quei cuscinetti che sembrano quelli delle zampe dei gatti.

Vista:

Il primo e l'ultimo scorcio del mare.
Il mondo visto dall'alto di un aeroplano.

Olfatto:

Il profumo di un'amica.
L'odore di papà. Un misto di dopobarba, fumo  e stanchezza.
L'odore di casa.
Un libro nuovo. E uno vecchio.
L'odore delle stazioni, l'interno di un aereo. Odore di viaggi.
L'odore di mamma

Gusto:

I biscotti al cocco della mamma di un'amica d'infanzia ormai persa per il mondo. Ho, più o meno la ricetta, ma non ne ho più mangiati di così buoni.
Il coniglio al verde di Mamma Nerd.
La salsa della Zia Bionda. Peperoncini verdi sott'aceto, tonno e cipolla.

Udito:

La prima volta con gli apparecchi.
Gli uccelli che annunciano la primavera.
Il miagolio di Gulliver.
Lo strano silenzio senza gli apparecchi quando tutto dorme. 


venerdì 1 giugno 2012

Io e Dio

Di ritorno dal mare, in piena autostrada, mi vengono pernsieri mistici che condivido con ilMartirio mentre Stefano se la dorme beatamente.
Un lungo discorso che dura per tutto il viaggio.
La conclusione mi lascia un perplessa e tuttora in dubbio sul credere o no e sul cosa credere. Scienza? Dio? Destino? Casualità? Coincidenze? Puro c**o?
Un attimo fa, sbirciando su Faccialibro una nuova amicizia, mi imbatto in questo:

"Noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale, non perché ci aspettiamo una ricompensa in Paradiso."
Margherita Hack

E quest'altro:

Hanno chiesto a José Saramango: "Come possono gli uomini senza Dio essere buoni?"
E lui ha risposto: "Come possono gli uomini di Dio essere così cattivi?"